400° anniversario della
nascita di San Giuseppe da Copertino

I devoti di San Giuseppe da Copertino saranno ricevuti dal Papa
in udienza speciale il 25 ottobre prossimo.
L'udienza sarà riservata ai pellegrini delle tre regioni
legate alla vita del Santo dei voli e cioè la Puglia, le
Marche e l'Umbria.
L'ingresso dovrà avvenire tra le ore 9.30 e le 10.
L'udienza con Giovanni Paolo II sarà preceduta da un momento
di accoglienza e di preparazione (un'ora circa) che vuole essere
una preghiera di ringraziamento per il dono della santità
di San Giuseppe da Copertino. E' il volo degli amici di San Giuseppe
verso il successore di Pietro.

Messaggio di Giovanni Paolo II al Ministro Generale
dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali
Al Reverendissima Padre
JOACHIM GIERMEK
Ministro Generale
dell'Ordine Francescana
Frati Minori Conventuali
Ho appreso con gioia che codesto Ordine intende commemorare il
400° anniversario della nascita di San Giuseppe da Copertino,
avvenuta il 17 giugno 1603, con numerose iniziative religiose, pastorali
e culturali, orientate tutte alla riscoperta della profondità
e dell'attualità del messaggio di questo fedele discepolo
del Poverello d'Assisi. In tale significativa circostanza, sono
lieto di rivolgere a Lei il mio più cordiale saluto, estendendolo
volentieri alla Comunità francescana di Osimo e ai Frati
Minori Conventuali sparsi nel mondo.
Saluto inoltre i devoti e i pellegrini, che prenderanno parte alle
solenni celebrazioni giubilari. Quest'importante ricorrenza costituisce
una singolare occasione di grazia offerta in primo luogo ai Prati
Minori Conventuali. Dal suo esempio essi devono sentirsi spinti
ad approfondire la loro vocazione religiosa per rispondere con rinnovato
impegno, come egli fece ai suoi tempi, alle grandi sfide che la
società pone ai seguaci di San Francesco d'Assisi, all'alba
del terzo millennio. Al tempo stesso, questo Anno Centenario costituisce
una provvidenziale opportunità per tutta la comunità
cristiana, che rende grazie al Signore per gli abbondanti frutti
di santità e di saggezza umana elargiti a questo umile e
docile servitore di Cristo. San Giuseppe da Copertino continua a
risplendere ai nostri giorni come faro che illumina il cammino quotidiano
di quanti ricorrono alla sua celeste intercessione. Conosciuto popolarmente
come il "Santo dei voli" a motivo delle sue frequenti
estasi e della straordinarietà delle esperienze mistiche,
egli invita i fedeli ad assecondare le attese più intime
del cuore; li stimola a ricercare il senso profondo dell'esistenza
e, in ultima analisi, li spinge ad incontrare personalmente Iddio
abbandonandosi pienamente alla sua volontà. Patrono degli
studenti, San Giuseppe da Copertino incoraggia il mondo della cultura,
in particolare della scuola, a fondare il sapere umano sulla sapienza
di Dio. Ed è proprio grazie a questa sua interiore docilità
ai suggerimenti della sapienza divina che questo singolare Santo
può proporsi come guida spirituale di ogni categoria di fedeli.
Ai sacerdoti e ai consacrati, ai giovani e agli adulti, ai bambini
e agli anziani, a chiunque voglia essere discepolo di Cristo, egli
continua ad indicare le priorità che questa scelta radicale
comporta. Il riconoscimento del primato di Dio nella nostra esistenza,
il valore della preghiera e della contemplazione, l'appassionata
adesione al vangelo "sine glossa" senza compromessi: ecco
alcune condizioni indispensabili per essere testimoni credibili
di Gesù ricercando con amore il suo Volto santo. Così
fece questo mistico straordinario, esemplare seguace del Poverello
d'Assisi. Arse di tenero amore per il Signore e visse al servizio
del suo Regno. Dal cielo ora non cessa di proteggere e sostenere
quanti, intendono convertirsi a Dio ed incamminarsi con decisione
sulla via della santità. Nella spiritualità che lo
contraddistingue emergono i tratti tipici della genuina tradizione
del francescanesimo. Innamorato del mistero dell'Incarnazione, Giuseppe
da Copertino contemplava estasiato il Figlio di Dio nato a Betlemme,
chiamandolo affettuosamente e confidenzialmente "il Bambinello".
Esprimeva quasi esteriormente la dolcezza di questo mistero abbracciando
una immagine del Bambino Gesù in cera, cantando e danzando
per la tenerezza divina riversata abbondantemente sull'umanità
nella grotta di Natale. Commovente era poi la sua partecipazione
al mistero della Passione di Cristo. Il Crocifisso gli era sempre
presente nella mente e nel cuore, tra le sofferenze di una vita
incompresa e spesso ostacolata. Le lacrime gli scendevano copiose
al pensiero della morte di Gesù sulla Croce, soprattutto
perché, come amava ripetere, sono stati i peccati a trafiggere
il corpo immacolato del Redentore col martello dell'ingratitudine,
dell'egoismo e dell'indifferenza. Altro aspetto importante della
sua spiritualità fu l'amore all'Eucaristia. La celebrazione
della Santa Messa, come pure le lunghe ore trascorse in adorazione
dinanzi al tabernacolo, costituivano il cuore della sua vita di
orazione e di contemplazione. Considerava il Sacramento dell'Altare
"cibo degli angeli", mistero della fede lasciato da Gesù
alla sua Chiesa, Sacramento dove il Figlio di Dio fatto uomo non
appare ai fedeli faccia a faccia, ma cuore a cuore. Con questo sommo
Mistero- affermava - Dio ci ha donato tutti i tesori della divina
onnipotenza e ci ha fatto palese l'eccesso della sua divina misericordia.
Dal quotidiano contatto con Gesù Eucaristico egli traeva
la serenità e la pace, che poi trasmetteva a quanti incontrava,
ricordando che in questo mondo siamo tutti pellegrini e forestieri
in cammino verso l'eternità. San Giuseppe da Copertino si
distinse per la semplicità e l'obbedienza. Distaccato da
tutto, visse continuamente in cammino, spostandosi da un convento
all'altro come i Superiori stabilivano, abbandonandosi in ogni circostanza
nelle mani di Dio. Autentico francescano, secondo lo spirito del
Poverello d'Assisi, nutrì un profondo attaccamento al Successore
di Pietro ed ebbe un senso vivo della Chiesa, che amò in
modo incondizionato. Della Chiesa, percepita nella sua intima realtà
di Corpo mistico, si sentiva membro vivo e attivo. Aderì
totalmente alla volontà dei Papi del suo tempo, lasciandosi
docilmente accompagnare nei luoghi dove l'obbedienza lo conduceva,
accettando anche le umiliazioni e i dubbi che la originalità
dei suoi carismi non mancò di suscitare. Non poteva certo
negare la straordinarietà dei doni di cui era fatto oggetto
ma, ben lungi da qualsiasi atteggiamento di orgoglio o di vanto,
andava alimentando sentimenti di umiltà e di verità,
attribuendo tutto il merito del bene che fioriva tra le sue mani
alla gratuita azione di Dio. E che dire della sua devozione filiale
e commovente per la Vergine Santa? Fin dalla giovinezza apprese
a sostare a lungo ai piedi della Madonna delle Grazie, nel Santuario
di Galatone. In seguito si soffermava a contemplare l'immagine a
lui tanto cara della Vergine della Grottella, che lo accompagnò
durante tutta la vita. Infine, dal convento di Osimo, dove trascorse
gli ultimi anni, volgeva spesso lo sguardo verso la Basilica di
Loreto, secolare centro di devozione mariana. Per lui Maria fu una
vera madre con cui intratteneva rapporti filiali di semplice e sincera
confidenza.
Ancor oggi egli ripete ai devoti che a lui ricorrono: "Questa
è la nostra Protettrice, Signora, Patrona, Madre, Sposa,
Adiutrice". In San Giuseppe da Copertino, molto caro al popolo,
risplende la sapienza dei piccoli e lo spirito delle Beatitudini
evangeliche. Attraverso l'intera sua esistenza egli indica la strada
che conduce all'autentica gioia, pur in mezzo a fatiche e tribolazioni:
una gioia che viene dall'alto e nasce dall'amore per Dio e per i
fratelli, frutto di lunga e impegnativa ricerca del vero bene e,
proprio per questo, contagiosa verso quanti ne vengono a contatto.
Se, a causa del suo intenso e ardito impegno di ascesi cristiana,
questo Santo potrebbe apparire ad uno sguardo superficiale come
una persona rude, severa e rigorosa, in realtà egli è
l'uomo della gioia, affabile e cordiale con tutti. Anzi, i biografi
riferiscono che egli riusciva a trasmettere la sua santa e francescana
letizia mediante il modo di pregare arricchito da attraenti composizioni
musicali e da versi popolari che coinvolgevano i suoi uditori, ravvivandone
la devozione. Tutte queste caratteristiche rendono San Giuseppe
da Copertino spiritualmente vicino agli uomini del nostro tempo.
Auspico pertanto che la ricorrenza anniversaria sia un'occasione
opportuna e gradita per una riscoperta dell'autentica spiritualità
del "Santo dei voli". Alla sua scuola, possano tutti imparare
a percorrere la strada che conduce ad una santità "feriale",
contrassegnata dal compimento fedele del proprio quotidiano dovere.
Per i Frati minori della Famiglia religiosa conventuale egli sia
un luminoso modello di sequela evangelica, secondo il carisma specifico
di Francesco e Chiara d'Assisi. Ai fedeli, che prenderanno parte
ai vari momenti commemorativi, ricordi che ogni credente deve "prendere
il largo", confidando nell'aiuto del signore per rispondere
appieno alla propria chiamata alla santità. In una parola,
l'eroica testimonianza evangelica di questo affascinante uomo di
Dio, riconosciuta dalla Chiesa e riproposta agli uomini e alle donne
del nostro tempo, costituisce per ciascuno un forte richiamo a vivere
con passione ed entusiasmo la propria fede, nelle molteplici e complesse
situazioni dell'epoca contemporanea. Con tali sentimenti ed auspici,
volentieri imparto a Lei, Reverendissimo Ministro Generale, ai suoi
Confratelli sparsi nel mondo, a quanti accorrono ogni giorno al
santuario di Osimo una speciale Benedizione Apostolica, che con
affetto estendo a tutti coloro che si ispirano agli esempi e agli
insegnamenti del Santo da Copertino.
Vaticano,
22 Febbraio 2003
IOANNES PAULUS II